Secondaria 1° grado

Le parole che discriminano

Hate Speech Inclusione Cittadinanza digitale
durata 120  min

Materia

Educazione Civica
Area Umanistico-Letteraria
Area Artistico-Espressiva

Competenze chiave

Comunicazione nella madrelingua
Competenza digitale
Consapevolezza ed espressione culturale

Punto/i del Manifesto della comunicazione non ostile

02. Si è ciò che si comunica
07. Condividere è una responsabilità
09. Gli insulti non sono argomenti

Descrizione dell'argomento

La discriminazione, online e offline, come risultato della somma di stereotipi e pregiudizi.


Domande fondamentali

• Cosa sono stereotipi e pregiudizi?


• Chi riguardano?


• Le parole che ruolo hanno nella creazione e nel mantenimento di stereotipi e pregiudizi?


• Da cosa origina la discriminazione?


Materiali e Fonti

Il Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva

Post-it, fogli

Cartellone

Supporti tecnologici

Svolgimento dell'attività

Introduzione (20 minuti)


Stereotipo e pregiudizio sono due parole che spesso sentiamo nominare: ma sappiamo davvero cosa vogliano dire? Tutti (molto spesso inconsapevolmente) abbiamo stereotipi e pregiudizi nei confronti di persone diverse da noi; li riconosciamo subito quando li vediamo negli altri, molto meno se riguardano noi. Il nostro cervello funziona pressapoco così: deve valutare e selezionare una quantità infinita di informazioni, quindi per velocizzare il procedimento arriva alle conclusioni basandosi su modelli e schemi che già possiede. Queste scorciatoie sono appunto gli stereotipi, ossia delle immagini mentali (principalmente negative) che riguardano persone, avvenimenti o situazioni. A partire dagli stereotipi si generano i pregiudizi, cioè gli atteggiamenti negativi; la somma di stereotipi e pregiudizi crea la discriminazione (l’insegnante può approfondire il tema di stereotipi e pregiudizi attraverso spunti connessi alla materia di insegnamento).


Stereotipi e pregiudizi vengono veicolati anche e soprattutto attraverso le parole: online leggiamo purtroppo tantissimi commenti che sono frutto di stereotipi e pregiudizi: ad esempio, riguardo alla provenienza (italiani vs stranieri), all’aspetto fisico, alla religione, all’orientamento sessuale, alla disabilità, anche all’essere donne. Ne sono spesso vittime persino influencer e persone famose: basta infatti scorrere i commenti ad un post di un qualsiasi personaggio per rendersi conto di quanto siano diffusi pregiudizi e stereotipi. Non c’è bisogno di andare così lontano a cercare però: anche nella nostra vita di tutti i giorni possiamo renderci conto di quanti stereotipi e pregiudizi guidino azioni e parole e creino distanze, isolamento. Noi stessi siamo a volte vittime di stereotipi e pregiudizi, se ci pensiamo.


Cosa si può fare dunque per combatterli? Anche su questo, la scelta delle parole può fare la differenza: le parole infatti sono i mezzi che ci aiutano a costruire il mondo in cui viviamo, sia dentro che fuori dalla rete. Se usiamo parole rispettose, in grado di includere, scelte con cura, saremo in grado di non discriminare nessuno/a, tanto offline quanto online.


Attività (40 minuti)


Verrà chiesto a ogni allievo/a di pensare, in base alla propria esperienza, a quali possono essere le caratteristiche più oggetto di stereotipi, riportandole ciascuna su un post-it. Verranno poi attaccati su un cartellone, per avere una panoramica delle idee di tutta la classe e suddivisi, con l’aiuto dell’insegnante, in diverse macro categorie. Il cartellone così arricchito resterà appeso in classe, come promemoria. Ogni macro-categoria verrà assegnata ad un sottogruppo della classe: il compito sarà individuare le parole che vengono più spesso sentite e/o lette online e che veicolano discriminazione.


Per individuarle, si possono fare ricerche online (rispettando sempre le regole di analisi delle fonti), osservare pubblicità e spot televisivi, oppure partire dal racconto di compagni/e qualora si fossero verificati episodi di questo genere. Ciascun gruppo realizzerà a partire dalle proprie ricerche un prodotto di presentazione al resto della classe: può essere un video, una presentazione, un collage di testi e immagini. Fondamentale è che l’elenco delle parole e delle espressioni individuate possano essere in qualche modo sempre consultabili dalla classe.


Al termine delle presentazioni dei vari gruppi, l’insegnante guiderà la discussione a partire da alcune domande/stimolo:


• Facendo questa ricerca, vi siete resi/e maggiormente conto di avere degli stereotipi?


• Quali sono gli strumenti a nostra disposizione per poterci rendere conto dei nostri stereotipi?


• Possiamo lavorare sulle parole che usiamo (online e offline) per veicolare inclusione e non discriminazione? In che modo?


A seguito della discussione e in particolare alla risposta all’ultima domanda, ciascun gruppo si assumerà l’impegno di verificare che nei discorsi di classe (online e offline) non vengano utilizzate parole ed espressioni discriminatorie. Il principio 3 e il principio 6 del Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva possono essere utilizzati come promemoria.


Ulteriori attività di approfondimento

Per approfondire i vari temi oggetto di stereotipi, si può suggerire la visione di film come “Billie Elliot”, “Sognando Beckham”, “Wonder” o il cortometraggio “Cuerdas” o ancora cortometraggi della Pixar, come “Purl” e “Float” (2019).


Chi ha già lavorato in classe con questa attività

In questa sezione troverai le esperienze di chi ha lavorato con l'attività proposta attraverso un racconto di foto e video! Prendi spunto, fatti un'idea e se vuoi condividi la tua esperienza con gli altri raccontando com'è andata (se trovi la sezione vuota, apri le danze ;) )