Secondaria 1° grado

La classe è su Whatsapp. E in chat le regole le scriviamo noi!

Inclusione Cyberbullismo - bullismo Emozioni Netiquette Consapevolezza e responsabilità Privacy Cittadinanza digitale Hate Speech
durata 60  min

Materia

Educazione Civica
Area Umanistico-Letteraria

Competenze chiave

Comunicazione nella madrelingua
Competenza digitale
Imparare a imparare
Competenze sociali e civiche

Punto/i del Manifesto della comunicazione non ostile

03. Le parole danno forma al pensiero
06. Le parole hanno conseguenze
10. Anche il silenzio comunica

Descrizione dell'argomento

Semplici regole per imparare a usare bene il proprio smartphone, in primo luogo la chat di classe: gli studenti e le studentesse avranno il compito di creare le loro regole per “viverla” bene ed evitare episodi di cyberbullismo.


Domande fondamentali

• Che linguaggio usiamo nella nostra chat o in classe?


• Come riusciamo a rispettare i diversi punti di vista?


• Come rispettare libertà, dignità e unicità di ciascuno?


• Come gestiamo i conflitti online e offline?


• Può essere utile avere delle regole? E quali regole vogliamo darci?


Materiali e Fonti

Il Manifesto della comunicazione non ostile

Il Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva

Video “Cosa puoi fare per evitare il cyberbullismo?”

Il proprio smartphone;
Un dispositivo digitale connesso alla Rete (preferibilmente un computer), attraverso cui fare
accesso ai materiali e alla Google Classroom dedicata.

Svolgimento dell'attività

Introduzione (20 minuti)


L’insegnante introduce il tema leggendo il Manifesto della comunicazione non ostile e viene successivamente mostrato alla classe il video “Cosa puoi fare per evitare il cyberbullismo?”* indicato nelle fonti.


*(il video è oggetto anche della scheda “Un video per parlare di cyberbullismo”: qualora fosse già stato utilizzato, è possibile passare direttamente all’attività successiva o riproporlo senza ulteriori commenti per riprenderne il contenuto).


All’introduzione segue un momento di riflessione sul Manifesto della comunicazione non ostile come “bussola”.


Tutto quello che viene scritto in chat è come se fosse detto dal vivo: non dobbiamo mai dimenticarci che dietro lo schermo del cellulare ci sono delle persone, che possono essere felici -o dispiaciute- per quello che scriviamo.


Internet è virtuale, ma le persone che si incontrano e che comunicano grazie a Internet sono vere, reali. Ciò che scrivi, dici o fai in Internet con il tuo telefono e che arriva a persone reali, è tutto reale (Virtuale è reale).


A volte però non ci rendiamo conto che tutto ciò che diciamo ha delle conseguenze, quasi ce lo dimentichiamo.


Sia che le diciamo sia che le scriviamo, le nostre parole hanno un effetto sugli altri: possono far sorridere, rendere felici, oppure possono far diventare tristi o arrabbiati.


Quindi è importante riflettere bene su ciò che vogliamo dire, altrimenti potremmo ferire gli altri. Anche se stai scherzando, potresti rendere triste chi legge il tuo messaggio. Sicuramente avrai già sentito questa parola: cyberbullismo.


Ma cosa vuol dire? Questa parola viene usata per descrivere comportamenti che feriscono e offendono qualcuno attraverso post.


Magari inizia per scherzo, come se fosse un gioco, ma poi fa male lo stesso. E nel video questo concetto è espresso molto bene; pensa a tutto ciò che Anna ha letto e visto nelle sue chat! (Le parole hanno conseguenze).


A volte il silenzio è la strada migliore da seguire: ci permette di ascoltare attentamente, di prendersi del tempo prima di esprimersi, di rispondere senza usare parole. (Anche il silenzio comunica).


Attività (40 minuti)


Confronto e brainstorming – Inizia il lavoro 🙂


L’insegnante chiede alla classe se ha una chat di gruppo. Dopo che ogni alunno/a ha visto il video, il docente guida la discussione suggerendo che anche nella chat di classe sarebbe importante rispettare delle regole, esattamente come quelle che rispettiamo quando parliamo di persona (es. rispettare i turni di parola, non sovrapporsi, ecc..). Altrimenti, le conversazioni possono diventare sgradevoli e dare origine a discussioni.


L’insegnante chiede ad alunni/e con quali modalità interagiscono: si mandano solo messaggi? Inviano vocali? Postano foto e video? Con quale frequenza? Se vi sono compagni/e che non hanno Whatsapp, come vengono coinvolti/e nelle discussioni?


È importante partire da delle regole che possano aiutare ciascuno/a ad esprimersi rispettando gli altri. Le seguenti domande fungono da stimolo per il confronto:


• Che tipo di messaggio può renderci felici, farci arrabbiare o rattristarci?


• Cosa possiamo fare per evitare che qualcuno/a si senta a disagio per qualche motivo?


• È importante partire da se stessi: quali sono, secondo me, le caratteristiche di un messaggio corretto/scritto bene, sia in termini di contenuto sia in termini di forma?


NB: è importante definire il concetto di “corretto”: non soltanto che rispetti la sensibilità propria e dei/delle compagni/e, ma che consenta di esprimere al meglio ciò che si vuole dire.


Alcuni esempi per stimolare la riflessione:


Scrivere tutto maiuscolo equivale a sottolineare che quel messaggio è “urlato”; è davvero ciò che si vuole? Rispettare degli orari di <> (non ci si scrive dopo le 21.30, fino alla mattina successiva).


Produzione del regolamento


Ogni alunno/a fornirà il proprio contributo a partire dalle aree di riferimento elencate di seguito: tutti i contributi saranno riportati all’interno di un documento condiviso tramite Google Drive. Le aree aiutano a focalizzare i temi su cui impostare il lavoro:


• Orari es. indicazioni di orari di <> da rispettare (non ci si scrive dopo le 21.30 e fino alla mattina successiva, ecc..).


• Grammatica delle conversazioni online es. scrivere tutto maiuscolo equivale a sottolineare che quel messaggio è “urlato”.


• Uso della chat per fini scolastici es. chiedere indicazioni sui compiti da svolgere.


• Condivisioni es. pubblicare soltanto immagini e video dopo aver ricevuto il consenso di chi è coinvolto. • Tono del messaggio es. inserire emoji per esprimere al meglio le emozioni che accompagnano il messaggio (smile che ride per una battuta). Aiutano a veicolare la componente non verbale e paraverbale dei messaggi.


• Giudizi e offese es. tenere sempre conto che “gli insulti non sono argomenti” e che “le idee si possono discutere, le persone si devono rispettare” 😉


• Rispetto e coinvolgimento di chi non ha Whatsapp es. ricordarsi di chi non ha Whatsapp, avendo cura di inoltrare le comunicazioni che riguardano tutti/e, evitando in questo modo che venga escluso/a.


In questa fase creativa l’insegnante resta a disposizione dei propri studenti e, nel caso di lezioni a distanza, può essere contattato/a tramite e-mail, chat o altre forme di video-conferenza, per consigli e suggerimenti.


L’insegnante suddivide poi in gruppi alunni e alunne e assegna a ciascuno di essi il compito di rielaborare in regole i contenuti di una delle aree sopra menzionate.


Al termine della condivisione, l’insegnante leggerà il regolamento e, dopo averlo trascritto su un foglio o stampato e appeso alla bacheca in classe, chiederà a ciascuno/a di sottoscriverlo formalmente (attraverso la firma o, nel caso di lezioni a distanza, la firma digitale apposta sul documento).


La firma ne garantisce l’ufficialità e l’impegno a rispettarlo.


Ogni alunno/a a turno si farà “garante” della comunicazione nel gruppo: verificherà che tutte le regole vengano rispettate e, in caso di violazione, richiamerà “all’ordine” i/le compagni/e.


Se il tempo indicato per l’attività non è sufficiente, si può proseguire con la stesura del regolamento in una lezione successiva..


Ulteriori attività di approfondimento

La classe potrebbe postare l’immagine con il regolamento all’interno del gruppo, riportandone i punti salienti nella descrizione.


Di seguito alcuni suggerimenti di approfondimento:


“Il mio primo telefono. Impariamo a usarlo bene”, a cura di Parole Ostili (https://shop.paroleostili.it/products/il-mio-primo-telefono-paroleo_stili ); Articolo “Come funzionano i gruppi di Whatsapp?” di Salvatore Aranzulla https://www.aranzulla.it/gruppo-whatsapp-come-funziona-1042984.html#cap3 ; Articolo “Il galateo del gruppo Whatsapp dei compagni di classe” di Barbara Laura Alaimo https://www.mamamo.it/educazione-digitale/buone-prassi/il-galateo-del-gruppo-whatsapp-deicompagni-di-classe/ .


Chi ha già lavorato in classe con questa attività

In questa sezione troverai le esperienze di chi ha lavorato con l'attività proposta attraverso un racconto di foto e video! Prendi spunto, fatti un'idea e se vuoi condividi la tua esperienza con gli altri raccontando com'è andata (se trovi la sezione vuota, apri le danze ;) )