Primaria
Secondaria 1° grado

Quella volta che…

Influencer Social Consapevolezza e responsabilità Cittadinanza digitale
    • Cittadinanza digitale
    • Consapevolezza e responsabilità
    • Influencer
    • Social
    • Educazione Civica
    • Area Umanistico-Letteraria
    • Comunicazione nella madrelingua
    • Competenza digitale
    • Competenze sociali e civiche
    • Consapevolezza ed espressione culturale
    • 03. Le parole danno forma al pensiero
    • 06. Le parole hanno conseguenze
    • 10. Anche il silenzio comunica
    • • I pensieri hanno sempre la stessa forma quando vengono espressi?

      • Se ci si prende più tempo per dire ciò che si pensa, il risultato è lo stesso?

      • Quando si scrive un messaggio, si riescono a raccontare ugualmente i propri pensieri?

Svolgimento
60'
  • L’insegnante introduce il tema dell’attività: il focus sarà il principio 3 del Manifesto.

    Questo principio rappresenta bene la base della comunicazione: esprimersi significa proprio raccontare qualcosa che ci riguarda. E cosa ci riguarda di più dei nostri pensieri? Sono nostri, li abbiamo nella nostra testa e li raccontiamo nei nostri discorsi: riusciamo a presentarli, quindi, attraverso le parole che scegliamo. A seconda di come li raccontiamo, permettiamo agli altri di capirli: dunque, è importante la “forma” che diamo ai nostri pensieri.

    L’insegnante pone l’attenzione sul fatto che è importante prendersi cura delle parole e imparare ad utilizzarle al momento opportuno, scegliendo sempre quelle più adatte.

    Certo, non è semplicissimo saper scegliere – specialmente perché ci sembra sempre di non avere tanto tempo – e a volte può essere necessario aspettare un po’ di più, prima di dire qualcosa, ma è bello sapere di aver utilizzato proprio la parola più giusta!

    Questo vale ovviamente per la comunicazione di tutti i giorni, ma è importante soprattutto per la comunicazione online: quando scriviamo a qualcuno/a i nostri pensieri, quando diciamo qualcosa di noi, rimane lì ed è difficile – se non impossibile – da cancellare. Vale la pena quindi scegliere bene anche le parole da scrivere.

  • L’insegnante seguita dunque a presentare l’attività e chiederà a ciascun alunno/a di riportare sulla parte alta di un foglio bianco diviso in 2 parti le frasi “Quella volta che… ho detto, ma potevo dire…” e “Quella volta che… ho scritto, ma potevo scrivere…”.

    Ognuno/a riporta nelle due aree del foglio il racconto di episodi in cui, prendendosi più tempo, avrebbe utilizzato parole diverse e maggiormente in grado di esprimere il proprio pensiero.

  • L’insegnante sorteggia alcuni alunni/e e chiede loro di drammatizzare uno degli episodi descritti: possono ovviamente servirsi dell’aiuto di compagni/e, che interpreteranno gli altri personaggi coinvolti. Avvia poi una riflessione su come e quali parole potevano essere utilizzate in quel caso.

  • Per dare continuità a quest’attività e favorire la riflessione sulla scelta delle parole da usare, l’insegnante potrebbe creare un padlet in cui allievi e allieve possano riportare i propri pensieri sulla settimana scolastica trascorsa.

    Unica regola: trovare, con calma e nei tempi giusti, le parole più adatte da utilizzare.

    L’insegnante può inoltre proporre ad alunni e alunne la lettura autonoma del terzo capitolo del libro “Penso Parlo Posto. Breve guida alla comunicazione non ostile” di Carlotta Cubeddu e Federico Taddia, illustrazioni di Gud, Il Castoro, 2019, chiedendo di utilizzare le domande presenti nel testo come spunto di riflessione.

Chi ha già lavorato in classe con questa attività

In questa sezione troverai le esperienze di chi ha lavorato con l'attività proposta attraverso un racconto di foto e video! Prendi spunto, fatti un'idea e se vuoi condividi la tua esperienza con gli altri raccontando com'è andata (se trovi la sezione vuota, apri le danze ;) )