Secondaria 1° grado

Quella volta che…

Consapevolezza e responsabilità Cittadinanza digitale Influencer Social
durata 60  min

Materia

Educazione Civica
Area Umanistico-Letteraria

Competenze chiave

Comunicazione nella madrelingua
Competenza digitale
Competenze sociali e civiche
Consapevolezza ed espressione culturale

Punto/i del Manifesto della comunicazione non ostile

03. Le parole danno forma al pensiero
06. Le parole hanno conseguenze
10. Anche il silenzio comunica

Descrizione dell'argomento

Riflettere sulle parole da usare per esprimere i propri pensieri al meglio.


Domande fondamentali

• I pensieri hanno sempre la stessa forma quando vengono espressi?


• Se ci si prende più tempo per dire ciò che si pensa, il risultato è lo stesso?


• Quando si scrive un messaggio, si riescono a raccontare ugualmente i propri pensieri?


Materiali e Fonti

Il Manifesto della comunicazione non ostile

“Penso Parlo Posto. Breve guida alla comunicazione non ostile” di Carlotta Cubeddu e Federico Taddia,
illustrazioni di Gud, Il Castoro.

Foglio A4

Eventualmente, una bacheca di Padlet

Svolgimento dell'attività

Introduzione (20 minuti)


Questa introduzione può essere aperta e facilitata dalla lettura dell’introduzione e del terzo capitolo del testo inserito nelle fonti.


L’insegnante introduce il tema dell’attività: il focus sarà il principio 3 del Manifesto, ossia “Le parole danno forma al pensiero. Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quello che penso”.


Questo principio rappresenta bene la base della comunicazione: esprimersi significa proprio raccontare qualcosa che ci riguarda. E cosa ci riguarda di più dei nostri pensieri? Sono nostri, li abbiamo nella nostra testa e li raccontiamo nei nostri discorsi: è quindi attraverso le parole che scegliamo che riusciamo a presentarli. A seconda di come li raccontiamo, permettiamo agli altri di capirli: dunque, è importante la “forma” che diamo ai nostri pensieri.


È come se fossero sabbia, che appare diversa se la mettiamo in un contenitore a forma di conchiglia o in uno a forma di stella. Il contenuto è sempre lo stesso, è sempre sabbia; il risultato però, ciò che vediamo, è molto diverso. Le parole quindi ci aiutano a descrivere noi stessi: a raccontare come ci sentiamo, chi siamo, cosa vogliamo… hanno un potere grandissimo!


Prendersi cura delle parole è un esercizio molto importante da fare: ce ne vengono certamente in mente tantissime, tra cui scegliere quelle che fanno proprio al caso nostro! Ogni parola infatti ha tantissimi sinonimi: ad esempio, per dire di una persona che è “simpatica” potremmo anche utilizzare parole come divertente, affabile, espansiva, estroversa, piacevole… Sono simili, ma se ci si pensa bene ogni parola ha una piccola sfumatura di differenza: quale rappresenta meglio la persona a cui stai pensando? 🙂


Questo per dimostrarci che il vocabolario di parole che possiamo usare per raccontare i nostri pensieri (e noi stessi e gli altri) è immenso, grandissimo: prendiamoci il tempo giusto per trovare le parole più adatte!


Certo, non è semplicissimo – specialmente perché ci sembra sempre di non avere tanto tempo – e a volte può essere necessario aspettare un po’ di più prima di dire qualcosa, ma è bello sapere di aver utilizzato proprio la parola più giusta!


Questo vale ovviamente per la comunicazione di tutti i giorni, ma è importante soprattutto per la comunicazione online: quando scriviamo a qualcuno/a i nostri pensieri, quando diciamo qualcosa di noi, rimane lì ed è difficile – se non impossibile – da cancellare. Vale la pena quindi scegliere bene anche le parole da scrivere.


Attività (40 minuti)


L’insegnante seguita dunque a presentare l’attività. Chiederà a ciascun alunno/a di riportare sulla parte alta di un foglio bianco diviso in 2 parti le frasi “Quella volta che.. ho detto, ma potevo dire…” e “Quella volta che.. ho scritto, ma potevo scrivere…”. Ognuno/a riporterà nelle due aree del foglio il racconto di episodi in cui, prendendosi più tempo, avrebbero utilizzato parole diverse e maggiormente in grado di esprimere il loro pensiero. (25 minuti)


Al termine di quest’attività, l’insegnante sorteggerà alcuni alunni/e, a cui chiederà di drammatizzare uno degli episodi che hanno scritto: possono ovviamente servirsi dell’aiuto di compagni/e, che interpreteranno gli altri personaggi coinvolti. (15 minuti, più ulteriore tempo in altre lezioni).


Ulteriori attività di approfondimento

Per dare continuità a quest’attività e favorire la riflessione sulla scelta delle parole da usare, l’insegnante potrebbe creare un padlet in cui allievi e allieve possano riportare i propri pensieri sulla settimana scolastica trascorsa.


Unica regola: trovare, con calma e nei tempi giusti, le parole più adatte da utilizzare.


L’insegnante può inoltre proporre ad alunni e alunne la lettura autonoma del capitolo segnalato nell’introduzione, chiedendo di utilizzare le domande presenti nel testo come spunto di riflessione.


Chi ha già lavorato in classe con questa attività

In questa sezione troverai le esperienze di chi ha lavorato con l'attività proposta attraverso un racconto di foto e video! Prendi spunto, fatti un'idea e se vuoi condividi la tua esperienza con gli altri raccontando com'è andata (se trovi la sezione vuota, apri le danze ;) )