Secondaria 2° grado

Non c’è vergogna sul tuo corpo!

Consapevolezza e responsabilità Bodyshaming Netiquette Costituzione Conflitto Cyberbullismo - bullismo
durata 60  min

Materia

Educazione Civica
Area Storico-Geografica-Filosofica
Area Linguistica
Area Artistico-Espressiva
Area Sportivo-Motoria

Competenze chiave

Comunicazione nella madrelingua
Comunicazione nelle lingue straniere
Competenza digitale
Imparare a imparare
Competenze sociali e civiche
Consapevolezza ed espressione culturale

Punto/i del Manifesto della comunicazione non ostile

01. Virtuale è reale
05. Le parole sono un ponte
06. Le parole hanno conseguenze
10. Anche il silenzio comunica

Descrizione dell'argomento

Bodyshaming. La scheda vuole far riflettere sui condizionamenti culturali che portano a schemi mentali rigidi, pregiudizi ed eventualmente all’odio. Attraverso l’immedesimazione nell’altro, si valutano in modo critico gli atteggiamenti di odio e bullismo.


Domande fondamentali

• Chi può stabilire i “canoni” della bellezza?


• Perché viene censurato chi non corrisponde al modello prevalente culturalmente imposto?


• Che emozioni vive chi è oggetto di odio per il proprio aspetto fisico?


Materiali e Fonti

Il Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva

Video e testo della canzone "Not my responsability" di Billie Eilish

articoli relativi al caso della modella armena Armine Harutyunyan

Svolgimento dell'attività

Introduzione (15 minuti)


Gli alunni vengono divisi in quattro gruppi. Viene proposta la traccia di un lavoro di gruppo/role play: “In un mondo immaginario (e distopico), la legge stabilisce nel dettaglio l’aspetto che ciascuno deve mostrare in pubblico: il dress-code per i vari ambiti di vita (scuola, lavoro, tempo libero), le opzioni in fatto di capigliatura, trucco, tatuaggi, ecc… Inoltre, vengono stabiliti canoni di bellezza ideale distinti per sesso e facilitazioni per chi si avvicina maggiormente a tali canoni (vantaggi economici, sociali…) In tale contesto accade che una celebre azienda di moda scelga di contravvenire alle regole facendo sfilare una modella che si allontana palesemente dai canoni di bellezza femminile stabiliti per legge. Il responsabile della casa di moda e la modella stessa vengono portati in giudizio.


A ogni gruppo viene assegnato un ruolo:


accusa (gruppo A)


difesa della casa di moda (B)


difesa della modella (C)


giuria popolare, secondo il modello americano (D).


Attività (60 minuti)


Il gruppo A si riunisce ed elabora il testo dell’imputazione facendo riferimento a immaginarie leggi sui canoni di bellezza; individua poi un relatore che argomenterà l’accusa pubblicamente. Parallelamente, si riuniscono separatamente i gruppi B e C, che similmente selezioneranno un relatore. I membri del gruppo d nel frattempo leggono individualmente la traccia di descrizione del mondo distopico in cui si trovano a dover giudicare. Il relatore prescelto dal gruppo A argomenta l’accusa, successivamente si esprimeranno i relatori del gruppo B e C. Infine il gruppo D si riunisce brevemente per trarre le conclusioni. Il gruppo D comunica la propria decisione a tutti.


Conclusione (45 minuti)


Si procede con un debrefing dell’attività svolta, a partire dalle domande fondamentali. Infine si propone la visione della canzone Not my responsability di Billie Eilish, analizzandone il testo


Ulteriori attività di approfondimento

L’attività può essere approfondita proponendo la lettura e l’analisi di articoli relativi al caso della modella armena Armine Harutyunyan.


Chi ha già lavorato in classe con questa attività

In questa sezione troverai le esperienze di chi ha lavorato con l'attività proposta attraverso un racconto di foto e video! Prendi spunto, fatti un'idea e se vuoi condividi la tua esperienza con gli altri raccontando com'è andata (se trovi la sezione vuota, apri le danze ;) )