Primaria

Il ponte dei bambini

L’opposto della parola “muro” è la parola “ponte”. Una parola familiare, costruttiva, che appartiene al lessico interculturale: si parla infatti di ponti tra culture, dei mediatori culturali come figure ponte, di facilitare il passaggio tra ordini scolastici diversi quindi di “fare ponte”, di personaggi ponte nella letteratura per ragazzi e nella didattica.

durata 60  min

Materia

Educazione Civica
Area Umanistico-Letteraria
Area Artistico-Espressiva

Competenze chiave

Comunicazione nella madrelingua
Competenza digitale
Imparare a imparare
Consapevolezza ed espressione culturale

Punto/i del Manifesto della comunicazione non ostile

04. Prima di parlare bisogna ascoltare
05. Le parole sono un ponte

Domande fondamentali

• Cosa significa secondo te “parola ponte”?


•Quali sono le parole che uniscono?


• Quali parole ti piacciono di più? Perché?


Materiali e Fonti

Il Manifesto della comunicazione non ostile per l'infanzia

Svolgimento dell'attività

A partire dagli spunti suggeriti dalle fonti, l’insegnante introduce il concetto di parola ponte: ci sono parole bellissime, che accarezzano e fanno sentire felici, che messe insieme ad altre creano un percorso magico che ci avvicina tantissimo agli/alle altri/e.

Anche usando le nostre parole possiamo abbracciare qualcuno/a: ad esempio, quando diciamo “ti voglio bene”, le nostre parole sono così belle che diventano quasi come una coccola. E a tutti piacciono le coccole!


Le parole quindi possono diventare un ponte, come dice il principio 5 del Manifesto della comunicazione non ostile: ma cos’è un ponte e cosa ci permette di fare? (15 minuti) A margine di questa riflessione, si sottolineerà che le parole che scegliamo di usare possono diventare un ponte.

Sono come dei mattoncini, che ci permettono di creare un collegamento con gli/le altri/e. E sono dei mattoncini magici, perché possono farci stare bene!


Bisogna prestare attenzione però: questi stessi mattoni possono anche creare dei muri! Ad esempio, quando diciamo “non voglio giocare con te”, questi mattoncini creano una forma diversa. Questo succede anche quando non diciamo le parole a qualcuno/a che abbiamo faccia a faccia, ma parliamo al telefono o -con l’aiuto di mamma e papà- scriviamo un messaggio utilizzando il cellulare.

Sono sempre parole, anche se scritte e non dette!


È importante quindi pensare bene alle parole che vogliamo usare, perché possono cambiare la nostra costruzione.


Quali sono le parole che possiamo chiamare “mattoncini magici”? (15 minuti)


Dopo una raccolta di idee e riflessioni emerse a partire dalla fase precedente (anche alla luce delle domande fondamentali), l’insegnante chiederà ad ogni bambino/a di realizzare il proprio mattoncino per creare “il ponte delle parole belle della classe”: sarà un ponte speciale, che ognuno/a potrà attraversare per raggiungere il resto della classe e abbracciarlo con le parole! Ciascun mattone sarà poi incollato su un cartellone più grande, raffigurante la sagoma del ponte. (30 minuti + ulteriore tempo, se necessario, in altre lezioni).


Ulteriori attività di approfondimento

Utilizzando le parole ponte scelte, si potrebbe creare una filastrocca da presentare ai genitori.


Chi ha già lavorato in classe con questa attività

In questa sezione troverai le esperienze di chi ha lavorato con l'attività proposta attraverso un racconto di foto e video! Prendi spunto, fatti un'idea e se vuoi condividi la tua esperienza con gli altri raccontando com'è andata (se trovi la sezione vuota, apri le danze ;) )