Secondaria 1° grado

Il Manifesto della comunicazione non ostile: la policy per la tua “nuova” didattica!

Collaborazione Privacy Consapevolezza e responsabilità Hate Speech Cittadinanza digitale Sostenibilità Web reputation /identità online Fake News Cyberbullismo - bullismo
durata 60  min

Materia

Educazione Civica
Area Umanistico-Letteraria

Competenze chiave

Comunicazione nella madrelingua
Competenza digitale
Imparare a imparare
Competenze sociali e civiche
Consapevolezza ed espressione culturale

Punto/i del Manifesto della comunicazione non ostile

01. Virtuale è reale
02. Si è ciò che si comunica
03. Le parole danno forma al pensiero
04. Prima di parlare bisogna ascoltare
05. Le parole sono un ponte
06. Le parole hanno conseguenze
07. Condividere è una responsabilità
08. Le idee si possono discutere.Le persone si devono rispettare
09. Gli insulti non sono argomenti
10. Anche il silenzio comunica

Descrizione dell'argomento

Individuazione di semplici regole di “policy” come utile strumento per orientare la propria comunicazione: siamo tutti cittadini digitali, seguire delle indicazioni è utile per indirizzare le proprie conversazioni online e offline.


Domande fondamentali

• Quando sono online (quando interagisco sui social o ad esempio quando partecipo/ho partecipato alle lezioni a distanza), mi comporto come nelle relazioni dal vivo?


• Sono consapevole che le parole che uso sia online che offline sono importanti, hanno un peso e delle conseguenze e prima di tutto dicono chi sono, mi rappresentano?


• Lo stile delle mie conversazioni mi avvicina o mi allontana dagli altri?


• Sono cosciente che condividere è una responsabilità e vale sia quando racconto a voce qualcosa che ho sentito dire sia quando condivido una notizia, un appello in Rete, e vale ancora di più ora, nel momento in cui allarmismo e paura attecchiscono con particolare facilità?


Materiali e Fonti

Rocco Hunt e Il Manifesto della comunicazione non ostile_01

Rocco Hunt e Il Manifesto della comunicazione non ostile_02

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Il video del Manifesto della comunicazione non ostile

Computer/ LIM

Svolgimento dell'attività

Introduzione e attività (+60 minuti)


Visione del video e lettura del Manifesto della comunicazione non ostile. Ogni principio si presta ad approfondimenti, che l’insegnante può fare con alunni e alunne, attraverso le seguenti tracce e la visione delle pillole del rapper Rocco Hunt, create ad hoc per ogni principio.


Tracce di approfondimento per ogni principio:


• Principio 1: “Virtuale è reale”


Questo principio riguarda la percezione: l’intreccio di online e offline definisce ormai tutta la nostra vita e le nostre relazioni. Quando compiamo un’azione in Rete, quando scriviamo qualcosa in chat, lo facciamo perché sia percepita da qualcuno. E tutto questo è reale, non è qualcosa di “esterno”.


• Principio 2: “Si è ciò che si comunica”


Le nostre parole e le nostre azioni online dicono molto di noi, di chi siamo: è importante curare il proprio modo di esprimersi per essere certi che ci rappresenti a pieno. La nostra identità si mostra infatti anche attraverso le parole che scegliamo: riflettiamo su ciò che scriviamo online anche per capire come verranno percepite dagli altri le nostre parole e come, quindi, verremo percepiti noi.


• Principio 3: “Le parole danno forma al pensiero”


Le parole che scelgo di usare non sono aria che esce dalla bocca o lettere generate dalla tastiera, sono espressione del mio pensiero su un determinato argomento, pertanto devo darmi tutto il tempo necessario per elaborarlo e rappresentarlo al meglio. Questa del resto è una regola d’oro, sebbene un po’ in disuso, anche nel campo dell’informazione: meglio arrivare dopo per aver verificato bene le fonti, che per primi con una notizia falsa o tendenziosa.


• Principio 4: “Prima di parlare bisogna ascoltare”


È un’indicazione preziosa per ogni relazione, dove è implicito lo scambio, il tentativo di simmetria, la convinzione che l’altro ha qualcosa da dirmi e da darmi e che nessuno, neanche io, ha sempre ragione. Tutti abbiamo qualcosa da imparare se ci mettiamo in autentico ascolto, disponibili ad una vera comprensione. Tutto ciò vale ancor di più nel nostro rapportarci online, dove la mediazione degli schermi, e a volte la mancanza degli sguardi, può indurci a maggiore passività e minore interazione.


• Principio 5: “Le parole sono un ponte”


Le parole di Rocco Hunt sono perfette per descrivere questo principio: l’interazione sta alla base di ciascuna relazione umana, anche online. Stabilire un contatto, avvicinarsi per abbattere le distanze: è lo stile delle nostre conversazioni che determina il tipo di relazione che stabiliamo con il nostro interlocutore. Specialmente oggi, che siamo “costretti” alla distanza, è importante usare questo strumento per poter essere uniti.


• Principio 6: “Le parole hanno conseguenze”


Le parole non sono mai innocenti, nel bene e nel male, “le parole fanno cose” come ci ricorda il filosofo del linguaggio John Langshaw Austin: impegnano, definiscono, etichettano, accarezzano, picchiano, possono addirittura arrivare ad ammazzare. C’è una relazione tra ciò che dico e/o scrivo e ciò che succede e Carolina Picchio è solo il più noto degli esempi. È importante che io cresca in questa consapevolezza e la diffonda.


• Principio 7: “Condividere è una responsabilità”


Quando condividiamo un’informazione ne aumentiamo la forza e l’impatto. E non solo: ancora una volta, quello che condividiamo online dice molto di noi. Postiamo soltanto informazioni che siamo certi provenire da fonti autorevoli. Prendiamoci un po’ di tempo in più prima di pubblicare: approfondiamo bene per non cadere per primi nella trappola della condivisione delle fake news! In particolare in questo tempo in cui un’informazione sbagliata può accrescere la paura e l’angoscia e indurre a comportamenti dannosi per tutta la comunità.


Principio 8: “Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare”


Oggi siamo tutti meno abituati al confronto, alla dialettica, che sono l’anima della democrazia, ma anche il concime della crescita: è più comodo stare ognuno nelle proprie bolle, nelle proprie echo-chamber. Ricordiamoci tuttavia che “chi non esce non cresce” e il rispetto verso chi la pensa diversamente da noi, non trasformandolo in un nemico da annientare, è fondamentale in qualsiasi comunità: da quella familiare a quella scolastica, per arrivare a quelle più grandi.


Principio 9: “Gli insulti non sono argomenti”


La mancanza di allenamento dialettico, che invece sta fortunatamente tornando di moda nelle scuole, ci fa sentire deboli nel sostenere le nostre tesi e ci espone al rischio di aggressività: quando abbiamo finito gli argomenti, passiamo agli insulti. Dobbiamo invece lavorare sull’elaborazione delle nostre tesi, per essere in grado di affrontare il confronto senza che mai venga meno il rispetto.


Principio 10: “Anche il silenzio comunica”


Non è necessario esprimersi in qualunque situazione, non dobbiamo necessariamente avere un’opinione su tutto, a volte abbiamo bisogno di tempo per elaborarla. Anche tacere è una forma espressiva, una misura per prendersi lo spazio necessario, per dichiarare che altri ne sanno di più, per sostare in modo rispettoso. Perché non ci sono sempre parole per tutto e non è indispensabile, anzi a volte è proprio sconsigliabile, commentare tutto. Stare in silenzio è un esercizio di umiltà e un’ammissione di non onnipotenza che dovremmo fare tutti almeno ogni tanto.


Al termine degli approfondimenti, l’insegnante inviterà ciascun allievo/a ad “adottare” uno dei 10 principi e chiederà a ciascuno/a di essi di riflettere su ciò che significa per loro, nel concreto, quel principio. Gli allievi e le allieve saranno invitati/e a creare uno slogan sul loro modo di stare online a partire dal principio scelto. Il Manifesto della Comunicazione non ostile è una mappa per combattere l’ostilità e la mancanza di rispetto: proviamo a tradurlo su misura per la nostra classe o a illustrarlo come se dovessimo comunicarlo attraverso una campagna di sensibilizzazione (stile Pubblicità Progresso).


Per arrivare al risultato finale la possibile domanda da porre per orientare le attività sarà: “Nella tua quotidianità online, come sintetizzeresti il principio adottato?”. Ciascuno/a indicherà un esempio. Ogni esempio verrà condiviso con la classe e contribuirà a costituire la policy per chi lo individua e per il resto del gruppo.


Ulteriori attività di approfondimento

Se una lezione non fosse sufficiente, la classe potrebbe essere divisa in coppie o piccoli gruppi in base ai principi adottati ed essere invitata a completare a casa (sempre attraverso relazioni a distanza, su cui i ragazzi e le ragazze sono già esperti) la stesura del decalogo, che verrebbe poi presentato in classe (previo invio all’insegnante di riferimento) alla lezione successiva.


NB: per policy si intende un insieme di regole/indicazioni di condotta relative ad un particolare ambito, accettate da un gruppo di persone.


Chi ha già lavorato in classe con questa attività

In questa sezione troverai le esperienze di chi ha lavorato con l'attività proposta attraverso un racconto di foto e video! Prendi spunto, fatti un'idea e se vuoi condividi la tua esperienza con gli altri raccontando com'è andata (se trovi la sezione vuota, apri le danze ;) )