Primaria

È o sembra?

Consapevolezza e responsabilità Cittadinanza digitale

in collaborazione con wind3



durata 120  min

Materia

Educazione Civica
Area Umanistico-Letteraria
Area Scientifica-Tecnologica Matematico
Area Artistico-Espressiva

Competenze chiave

Competenza digitale
Imparare a imparare
Competenze sociali e civiche

Punto/i del Manifesto della comunicazione non ostile

01. Virtuale è reale
08. Le idee si possono discutere.Le persone si devono rispettare

Descrizione dell'argomento

Approccio al tema delle tecnologie digitali senza rinunciare al piacere del gioco e della relazione per avviare un percorso di conquista di competenze di cittadinanza digitale a partire dalla scoperta degli strumenti e dalla loro possibilità di utilizzo naturalizzato integrato agli ordinari strumenti analogici. Nello specifico l’attività, in forma prospettica, orienta i bambini ad attivare comportamenti di autotutela in rete.


Domande fondamentali

• Quello che i nostri occhi vedono corrisponde sempre alla realtà?


• Quello che sembra coincide con quello che è?


• Perché esistono proverbi come “L’abito non fa il monaco”?


• Quali usi creativi e positivi possiamo fare dei nostri dispositivi tecnologici?


• Quali regole di sicurezza ne possiamo ricavare?


Materiali e Fonti

Il Manifesto della comunicazione non ostile

Il Manifesto della comunicazione non ostile per l'infanzia

Videolettura del libro Sembra questo sembra quello… ; ed Salani

Libro “Sembra questo, sembra quello” M.E. Agostinelli – ed Salani.

Vecchie riviste, forbici, fogli bianchi, matite da disegno o pennarelli, piccoli materiali di recupero come bottoni, nastri, fiorellini, tulle e altro, quadratini di carta di due colori, colla, carta da pacco.

Tablet o smartphone

Svolgimento dell'attività

Tempo previsto 1 ora


Offriamo come spunto di discussione il libro “Sembra questo sembra quello …” e facciamone una lettura condivisa. Se non si dispone del libro si può utilizzare la LIM per seguirne insieme in aula la videolettura. Quante volte ci è capitato di interpretare come “vero” qualcosa che ci ha colpito di primo acchito, scoprendone solo in un secondo momento aspetti diversi e inaspettati, a volte piacevoli e altre volte no! Parliamone insieme, ripeschiamo nella nostra memoria esempi di vissuto. Realizziamo un semplice istogramma utilizzando i quadratini di carta colorata per visualizzare a quanti di noi è capitato almeno una volta di “interpretare” anziché “guardare”.


Tempo previsto 1 ora


La fotocamera dello smartphone o del tablet ci permette di “giocare” con le immagini in un modo originale: non per fissare la realtà, ma per interpretarla in modo creativo e restituirne un’immagine inedita, fantasiosa, piacevole che ci gratifica, ci piace, cattura la nostra e altrui attenzione, ma che non corrisponde al “vero”. Divisi in piccoli gruppi fotografiamo pagine di vecchie riviste dalle quali ritagliamo immagini di persone, oggetti, animali. Realizziamo su fogli bianchi disegni di ambienti, situazioni, paesaggi, o semplicemente grafismi o effetti grafici ottenuti con la tecnica del frottage. Posizioniamo sui disegni i soggetti che avevamo ritagliato e completiamo con dettagli creativi utilizzando anche piccoli materiali di recupero secondo la nostra fantasia. Ora fotografiamo. Sulla LIM condividiamo le foto delle nostre creazioni artistiche e confrontiamole con le foto delle pagine dalle quali avevamo ottenuto i ritagli. Cosa osserviamo? I due gruppi di immagini, pur avendo gli stessi soggetti, ci “raccontano” storie uguali? Perché? Agli elementi che avevamo ritagliato attribuiamo le medesime caratteristiche? Discutiamone insieme e appuntiamo su un foglio di carta da pacco i nostri pensieri. Appendiamo in aula per ricordare che dietro un’immagine che vediamo non sempre c’è la realtà e per non dimenticare l’importanza di non perdere il contatto diretto con il mondo che ci circonda perché questo ci aiuta a valutare. Possiamo espandere l’attività a casa con l’input a ricercare, con l’aiuto dei familiari, proverbi che, come “L’abito non fa il monaco”, restituiscono quanto abbiamo imparato. Sarà un modo per condividere l’esperienza fatta a scuola con la famiglia e avviare il dialogo intrafamiliare sul tema della sicurezza nell’uso del digitale, ma anche sulle sue opportunità. Successivamente, in classe, individuiamo quale regola di sicurezza ci ha suggerito l’esperienza e annotiamola in un decalogo di classe.


Ulteriori attività di approfondimento

L’attività contribuisce ad un eventuale percorso di educazione per una cittadinanza digitale anche alla luce delle Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione Civica connesse alla Legge 92 del 2019. A partire dalla conoscenza delle varie opportunità date dagli strumenti si intercettano in modo “naturale” temi quali la consapevolezza e la responsabilità nel loro uso, i comportamenti di sicurezza ma anche di rispetto dell’altro nella comunicazione e nella navigazione in rete, la capacità di riconoscere le informazioni corrette/vere, il concetto di identità digitale e necessarie regole sulla privacy. Con i bambini più grandi l’attività descritta apre in particolare all’importante tema dell’autotutela in rete. La condivisione in famiglia dell’esperienza a scuola risulta fondamentale nella composizione della comunicazione genitori/figli alla base del rapporto di fiducia, indispensabile per raggiungere il bilanciamento fra fiducia e controllo, sostegno all’autonomia e protezione, consapevolezza e regola, dimensione individuale e sociale alla base delle competenze digitali ma anche della crescita della persona.


Chi ha già lavorato in classe con questa attività

In questa sezione troverai le esperienze di chi ha lavorato con l'attività proposta attraverso un racconto di foto e video! Prendi spunto, fatti un'idea e se vuoi condividi la tua esperienza con gli altri raccontando com'è andata (se trovi la sezione vuota, apri le danze ;) )