Secondaria 2° grado

Violenza di genere… a parole

Social Inclusione Cittadinanza digitale Hate Speech
durata 60  min

Materia

Educazione Civica
Area Umanistico-Letteraria

Competenze chiave

Comunicazione nella madrelingua
Imparare a imparare
Competenze sociali e civiche

Punto/i del Manifesto della comunicazione non ostile

03. Le parole danno forma al pensiero

Descrizione dell'argomento

La violenza (verbale) contro le donne.


Domande fondamentali

• Quale ruolo hanno e possono avere le parole nel rafforzare pregiudizi e stereotipi nei confronti delle donne?


• Quali parole possono generare violenza?


• Quali parole possono contribuire a modificare lo sguardo nei confronti delle donne?


Materiali e Fonti

Il Manifesto della comunicazione non ostile

Video “Il monologo di Paola Cortellesi - David di Donatello 2018”

“Violenza sulle donne: ecco le dieci parole da bandire dai social e dai media”

il Manifesto di Venezia

“Il sessismo sul posto di lavoro? È una consuetudine”

“Cospe Onlus: “Il linguaggio scorretto rende invisibili”

Svolgimento dell'attività

Introduzione (20 minuti)


Gli studenti e le studentesse vengono introdotti/e all’attività attraverso la visione del monologo tenuto da Paola Cortellesi in occasione della consegna dei David di Donatello (link nelle Fonti). Al termine della visione, l’insegnante pone la seguente domanda: Davvero sono solo parole? Invita quindi gli studenti e le studentesse a confrontarsi sul tema, in particolare sulle ultime espressioni citate dalle altre attrici.


Attività (40 minuti)


L’insegnante invita gli studenti e le studentesse a riflettere sul fatto che questa violenza verbale è all’ordine del giorno, riguarda tutti gli ambiti e talvolta coinvolge persone all’apparenza insospettabili: si possono fare degli esempi (Iene vs Insigne, Collovati, Emma, Giulia vs Salvini, l’Ex assessora della provincia di Gorizia Ilaria Ceco, ecc), si può chiedere a loro stessi/e di fornire degli esempi. (10 minuti)


Divisi/e in piccoli gruppi di max 3-4 persone, allievi e allieve sono invitati/e a pensare se hanno mai usato parole simili o se ne sono stati destinatari/e: verrà poi chiesto di raccontare l’episodio, soffermandosi in modo particolare su come ci si è sentiti/e. (10 minuti)


Sottolineando che le donne sono una categoria spesso odiata in Rete, come possibile antidoto l’insegnante presenta loro il Manifesto della comunicazione non ostile, aiutandoli/le a comprendere che il cambiamento parte sempre da consapevolezza e responsabilità individuali: dalle parole che non dico, dalle parole che non condivido, dalle parole che condanno. (20 minuti)


Ulteriori attività di approfondimento

Studenti e studentesse sono invitati/e ad approfondire l’argomento attraverso alcune attività da fare in vari gruppi.


• Cercare il significato di queste due triadi di parole: donna-madre-femmina e uomo-padremaschio;


• Confrontarsi sull’elenco di parole “da bollino rosso” nato in occasione della tappa fiorentina “Stop alla violenza di genere. Formare per fermare” (“Violenza sulle donne: ecco le dieci parole da bandire dai social e dai media”, in Materiali e Fonti ) a cui si possono aggiungere “tempesta emotiva” e “eccesso di gelosia”. Utili strumenti per questo tipo di approfondimento sono, tra gli altri, il Manifesto di Venezia ( in Mareriali e Fonti ), oppure le vignette di Stefania Anarkikka Spanò (Anarkikka) disponibili sul suo blog e sui profili social, in particolare su Instagram.


• Esaminare le parole usate in alcune pubblicità sessiste, anche in quelle non necessariamente volgari e allusive (vedi ad esempio Pandora).


• Analizzare le parole che fanno male sul posto di lavoro (“Il sessismo sul posto di lavoro? È una consuetudine”, vedi in Materiali e Fonti ).


• Comprendere come il linguaggio scorretto può rendere invisibili le donne (“Cospe Onlus: “Il linguaggio scorretto rende invisibili”, in Materiali e Fonti ).


Sono tutte attività che possono essere realizzate a casa e poi condivise in classe, oppure possono costituire ognuna un’ulteriore unità didattica per rispondere alle “Domande fondamentali”.


Chi ha già lavorato in classe con questa attività

In questa sezione troverai le esperienze di chi ha lavorato con l'attività proposta attraverso un racconto di foto e video! Prendi spunto, fatti un'idea e se vuoi condividi la tua esperienza con gli altri raccontando com'è andata (se trovi la sezione vuota, apri le danze ;) )