Infanzia

Non chiamateci principesse

Costituzione Hate Speech Inclusione Collaborazione Consapevolezza e responsabilità
    • Consapevolezza e responsabilità
    • Collaborazione
    • Hate speech
    • Inclusione
    • Costituzione
    • Educazione Civica
    • Comunicazione nella madrelingua
    • Competenze sociali e civiche
    • Consapevolezza ed espressione culturale
    • 02. Si è ciò che si comunica
    • 03. Le parole danno forma al pensiero
    • 05. Le parole sono un ponte
    • • Ci sono parole sulle bambine (e sui bambini) che non ci piacciono?

      • C’è un modo diverso con cui ci piacerebbe essere chiamati, un personaggio diverso che vorremmo diventare?

Svolgimento
60'
  • Guarda il video

    È il momento di una storia: in cerchio l’insegnante legge ad alta voce per tutti

    “C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?” di Raquel Dìaz Reguera, ed. Settenove oppure propone la visione del video.

    Al termine l’insegnante chiede alle bambine se anche loro vengono chiamate principesse e si vestono di rosa e ai bambini come vengono chiamati loro e come loro chiamano le bambine; chiede poi se c’è un altro modo in cui si chiamano o vorrebbero essere chiamati e al tempo stesso se c’è un modo che a loro proprio non piace.

  • Utilizza cartoncini, pennarelli, un sacchetto 

    I nomi antipatici vengono rappresentati su un cartoncino e vengono chiusi in un sacchetto e richiamati ogni volta che ritornano fuori.

  • Leggi “Cenerentola e la scarpetta di pelo” di Davide Calì, ed. Sottosopra (Girangolo)

    L’insegnante aiuta i bambini e le bambine a comprendere che quello che non ci piace possiamo cambiarlo, come fa Cenerentola, la principessa più famosa, senza aspettare l’arrivo di un principe, o di una bacchetta magica. 

    L’insegnante legge “Cenerentola e la scarpetta di pelo”.

    I bambini e le bambine sono invitati a loro volta a raccontare la storia di Cenerentola e a dire cosa vorrebbero cambiare.

  • Guarda il video e la filastrocca “Nessuno ha sempre ragione” di “Parole appuntite, parole piumate”

    Per ricordarsi bene di non usare nomi antipatici per prendersi in giro, l’insegnante conclude l’incontro guardando il video e rileggendo la filastrocca “Nessuno ha sempre ragione”.


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Chi ha già lavorato in classe con questa attività

In questa sezione troverai le esperienze di chi ha lavorato con l'attività proposta attraverso un racconto di foto e video! Prendi spunto, fatti un'idea e se vuoi condividi la tua esperienza con gli altri raccontando com'è andata (se trovi la sezione vuota, apri le danze ;) )