Secondaria 2° grado

A parole (non) è facile!

Cittadinanza digitale Web reputation /identità online Collaborazione Emozioni Consapevolezza e responsabilità
durata 60  min

Materia

Educazione Civica
Area Umanistico-Letteraria

Competenze chiave

Comunicazione nella madrelingua
Competenza digitale

Punto/i del Manifesto della comunicazione non ostile

02. Si è ciò che si comunica

Descrizione dell'argomento

Eugenio Montale, “Non chiederci la parola”. “A parole è facile”, si dice. In realtà, non è così: a parole è difficile. Quando qualcosa o qualcuno/a non ci piace o ci fa arrabbiare, quando manca un senso a ciò che facciamo, troviamo spesso nell’insulto un buon alleato espressivo. Primo perché si tratta di una complicità facile, secondo perché siamo convinti/e che il resto del linguaggio non abbia altrettanto appeal. Del resto, dice Montale, “Non chiederci la parola” perché non c’è. Per fortuna, a noi non serve né la formula magica né la parola rivelatrice per capire il mondo: a noi servono parole efficaci per essere capiti/e dal mondo. Anche se l’animo è “informe” e scalcinato, insomma, noi dobbiamo trovare la forma migliore per dire chi siamo e che cosa pensiamo. Quelle di cui abbiamo bisogno, dunque, sono parole efficaci, nel senso di vere, autentiche, virtuose, evocative e precise nel comunicare il nostro senso. Anche quando il senso è solo una rabbia accecante. Sono parole che fanno la differenza. Perché solo le parole pensate ci rendono unici/uniche, perché solo le parole migliori ci mettono in relazione con gli/le altri/e e ci insegnano a rispettare le differenze.


Domande fondamentali

• Quali sono, oggi, i significati che cerchiamo nelle nostre vite? Come li cerchiamo e come li comunichiamo agli/alle altri/e? Che significati condividiamo con le nostre storie, con i nostri post e con i nostri commenti?


• In un mondo dove tutto è arido e frammentato, che valore ha il linguaggio?


• Il testo di Montale esprime un senso di frustrazione e comunica un’accettazione sostanziale delle cose. Eppure, il finale sembra aprire una possibilità: quale?


Materiali e Fonti

Il Manifesto della comunicazione non ostile

Eugenio Montale, “Non chiederci la parola”, da “Ossi di seppia”, L’opera in versi (a cura di R. Bettarini e G.Contini), Einaudi, Torino, 1980.

Pc, smartphone, tablet, connessione internet, app per simulazione di una discussione social con post e commenti. In alternativa, LIM, lavagna, cartoncini, scotch.

Svolgimento dell'attività

Introduzione (15 minuti + attività preliminare)


L’attività si svolge dopo aver analizzato il testo e riflettuto sulle domande riportate sopra. Viene introdotto il Manifesto della comunicazione non ostile, con un focus sul principio 2.


Attività (45 minuti)


L’insegnante comunica ad allievi/e il link della bacheca Padlet (vedi “Materiali”) e li/le invita a collegarsi e a pubblicare un post (un testo, una foto, un video, un link condiviso) ispirato ai vv. 5-8 e, al tempo stesso, affine alle proprie esperienze di vita* Allievi/e potranno dunque attingere alla cultura pop e a icone contemporanee – almeno in apparenza – poco pertinenti al registro del testo; potranno scegliere fatti di particolare importanza o “solo” piccoli eventi quotidiani.


Ogni post avrà per titolo il nome dell’allieva o dell’allievo, in modo da mantenere traccia del materiale pubblicato. ** Al termine della pubblicazione, si procede con un editing collettivo dei contenuti attraverso la funzione “commento”. L’insegnante invita allievi/e a intervenire sui post dei/delle compagni/e, commentandoli in merito alla pertinenza e alla propria “visione del mondo”. Allievi/e saranno liberi/e di esprimersi a patto che non insultino, articolino un pensiero e cerchino un’interazione con il resto della classe. Ottenuta una bacheca collettiva, eterogenea e ricca di materiali, si discute in plenaria sui risultati. Le parole scelte hanno davvero espresso il nostro pensiero? Hanno comunicato alle altre persone la nostra idea di mondo? Hanno saputo “difendere” la nostra opinione? Hanno detto chi siamo? Soprattutto, hanno evitato l’ostilità?


NOTE


* Padlet è un’applicazione gratuita molto semplice che permette di creare bacheche virtuali e ottenere link “personalizzati”. Per questa esercitazione, è necessario selezionare, tra quelli proposti, il modello che consente di commentare i post. Padlet permette di pubblicare senza richiedere account e/o login (necessari, invece, all’insegnante per creare una tabella e gestirne le proprietà).


** Padlet permette all’insegnante di gestire la privacy. In questo caso, allievi/e potranno solo leggere, scrivere e pubblicare: non potranno né cancellare ciò che hanno scritto né modificare il lavoro degli/delle altri/e (funzioni consentite invece all’insegnante).


Ulteriori attività di approfondimento

Su una nuova bacheca, l’insegnante pubblica l’immagine di un oggetto-emblema montaliano: “la foglia | riarsa”.


A casa, allievi/e cercheranno tra gli oggetti del loro quotidiano quelli che, secondo loro, si avvicinano di più al significato della parola poetica. Quindi li pubblicheranno, con una foto, sulla nuova bacheca e scriveranno una didascalia di commento (uno status). Questa volta, però, sarà l’insegnante a occuparsi di commentare.


Chi ha già lavorato in classe con questa attività

In questa sezione troverai le esperienze di chi ha lavorato con l'attività proposta attraverso un racconto di foto e video! Prendi spunto, fatti un'idea e se vuoi condividi la tua esperienza con gli altri raccontando com'è andata (se trovi la sezione vuota, apri le danze ;) )