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Chi ha già lavorato in classe con quest'attività

Fata appuntita e fata piumata

Basato sulla scheda
Ancheioinsegno

“En garde” dalle parole appuntite!

1 A
Istituto Comprensivo Pescara 5
Pescara

Per un lavoro di tesi ho tratto ispirazione da una delle attività “Ancheioinsegno”, in particolare “En guarde – dalle parole appuntite!”. Gli elementi che ho deciso di mantenere hanno riguardato i materiali quali le spade (anche se non erano di cartone ma in polistirolo), i bigliettini con parole appuntite a cui ho pensato e il sacco nero chiuso con il filo per l’espulsione simbolica delle parole appuntite dalla 1A. Gli elementi di differenza sono stati una piccola storia da me inventata sulla fata appuntita e quella piumata, la proposta di un video-stimolo (https://www.youtube.com/watch?v=nZ8l_Sj11TU), le schede di riferimento su cui i bambini hanno avuto modo di lavorare in maniera individuale e i contratti su carta pergamena creati con l’applicazione Canva che sono stati distribuiti in classe. Dopo la visione di un video-stimolo e la simulazione di due incontri di scherma, il lavoro individuale era composto da tre parti: (1) Disegna l’emozione (tristezza, rabbia, fastidio, etc.) che hai provato durante l’incontro di scherma (o che proveresti se qualcuno ti rivolgesse la parola appuntita che hai ricevuto), (2) Disegna un episodio in cui hai sentito o detto la parola appuntita incollata sulla spada del tuo compagno e (3) Con l’aiuto dell’insegnante scrivi e disegna una parola piumata che può sostituire la parola appuntita. La trasformazione della parola da appuntita a piumata è stata ragionata nel senso che è stata accompagnata da una riflessione profonda. Dopo che, con il mio aiuto, ogni bambino ha letto a turno ciò che stava scritto sulla propria spada, ho proposto alla classe di bandire dalla 1 A tutte le parole appuntite, “buttandole” simbolicamente in un sacco nero che poi è stato chiuso con un filo. Ho distribuito agli alunni un contratto in cui si sono impegnati solennemente a dire solo parole piumate quando stanno a casa, a scuola, in giro e in Rete.

I bambini si sono mostrati capaci di conoscere, riconoscere e distinguere le parole appuntite e quelle piumate; di individuare e rappresentare le proprie e altrui emozioni. Il lavoro realizzato è stato molto significativo e presentava diversi punti di forza tra cui lo shock iniziale su cui si è voluto puntare e che era legato al ricevere parole appuntite. Infatti l’attività-stimolo della scherma è voluta essere una vera e propria provocazione, un modo per lasciar intendere che, anche un’attività piacevole come quella ludica, può trasformarsi in qualcosa di spiacevole se, al posto di pronunciare parole piumate, si pronunciano parole appuntite. Inoltre gli alunni che, in genere sono abituati a sentirsi dire “Non si dice!”, hanno avuto uno spazio dapprima per ascoltare, pronunciare e scambiarsi parole “brutte”, poi per rappresentarle e comprenderle, riflettendo sull’impatto concreto che queste possono avere su sé stessi e sugli altri.